IMPROPLAYERS

La ricerca funziona quando trova qualcosa.
Stefano Battaglia

Improplayers è un laboratorio musicale imperniato sulla libera improvvisazione collettiva. Il concetto di “improvvisazione” a cui si guarda non ha a che fare con il rispetto di stilemi preesistenti né con l’adeguamento ad idiomi riconoscibili: da questo punto di vista gli Improplayers perseguono l’obiettivo di produrre musica da una sorta di punto zero creativo. Tale forma di creazione estemporanea e non idiomatica, così priva di certezze acquisite e talvolta oltremodo “arrischiante” per le orecchie educate ai cliché odierni, va sotto la definizione di tabula rasa, in linea con il metodo impartito dal m. Stefano Battaglia.
La tabula rasa subordina l’elemento razionale (pensiero) alla componente fisica e gestuale, così che sia dato ad ogni improvvisatore di entrare nel proprio corridoio espressivo, di tornare al proprio “elemento”: è per questo che il praticante di tabula rasa deve essere lucido nel riconoscere quelli che sono gli aspetti della sua personalità e quelli che sono invece gli elementi della propria essenza.
L’organico degli improvvisatori è variabile: può essere composto da esigue formazioni come il duo e il trio, da un solista, o dall’intero collettivo. In osservanza ai principi cardine della tabula rasa, ogni improvvisazione si fa carico di spogliarsi di ogni struttura predefinita per poi recuperare, durante l’affioramento di idee tematiche estemporanee, quella strutturazione formale che è stata oggetto di temporaneo ed iniziale differimento. Nella performance improvvisativa è comunque possibile rintracciare alcuni lineamenti metodologici, quali, ad esempio, l’uso combinato dei principali parametri (armonia, melodia, ritmo, timbro) e il ricorso alla suggestione delle cosiddette evocazioni (coloristiche, umorali, letterarie, filmiche).